Imprese epiche

Il più giovane pilota autore di un giro del mondo via cielo in solitario

Uno dei primati più stimolanti di questo decennio è senza dubbio quello di Barrington Irving (Jamaica/USA, n. l’11 novembre 1983). Di estrazione povera, Barrington aveva lavorato sodo per arrivare a studiare ingegneria aerospaziale alla Florida Memorial University. Ma migliorare se stesso non gli bastava: voleva dimostrare ad altri giovani che il riscatto sociale è possibile diventando il più giovane pilota autore di un giro del mondo via cielo. Scrisse a varie aziende aeronautiche in cerca di uno sponsor e, soprattutto, di un aereo per compiere l’impresa. Nessuno voleva regalare un aereo a un pilota così inesperto, ma Barrington non si arrese e chiese di mettere a disposizione almeno delle parti di aereo, rivolgendosi poi alla Columbia Aircraft Manufacturing Company per l’assemblaggio. Barrington ha chiamato il Colombia 400 così realizzato Inspiration (ispirazione) perché, a suo dire, «questo è ciò che intendo essere per le persone più giovani di me». Dopo essersi assicurato la fornitura di carburante e di altre attrezzature, si è messo in viaggio il 23 marzo dall’aeroporto Opa-Locka vicino a Miami, Florida, USA, completando il giro del mondo e facendo ritorno nello stesso aeroporto il 27 giugno 2007, a 23 anni e 229 giorni.

Il primo giro del mondo a vela senza scalo di una donna in entrambe le direzioni

In questo decennio, il numero di giri del mondo in solitario, massima prova di resistenza nella navigazione a vela, è stato notevole. I risultati di eccellenza sono stati quelli di Francis Joyon (Francia), che ha completato la circumnavigazione non-stop del globo in solitario in 57 giorni, 13 ore, 34 minuti e 6 secondi il 20 gennaio 2008, e di Ellen MacArthur (UK), la donna più veloce in questa impresa con 71 giorni, 14 ore, 18 minuti e 33 secondi il 7 febbraio 2005, e detentrice anche del record assoluto prima di Joyon. Sia l'uno che l'altra avevano però navigato seguendo la rotta più favorevole, quella verso est, in cui correnti e venti dominanti aiutano il procedere della barca. I record più difficili sono invece quelli stabiliti seguendo la rotta opposta, verso ovest, in cui tutto ostacola la navigazione. Il più veloce in questa direzione è stato Jean-Luc Van Den Heede (Francia) con 122 giorni, 14 ore, 3 minuti e 49 secondi a bordo di Adrien, con arrivo il 9 marzo 2004. Eccezionale rilievo ha avuto anche l’impresa della ex insegnante di educazione fisica Dee Caffari (UK), diventata la prima donna e la più veloce a completare un giro del mondo a vela verso ovest senza scalo né assistenza e in solitario, a bordo di Aviva, in 178 giorni, 3 ore, 5 minuti e 34 secondi con partenza e arrivo a Portsmouth, UK, tra il 20 novembre 2005 e il 18 maggio 2006. Avendo in precedenza completato lo stesso viaggio verso est, Dee Caffari è anche la prima e unica donna ad aver completato un giro del mondo a vela in entrambe le direzioni.

La passeggiata in mongolfiera alla quota più alta

A record breaker with a head for heights and nerves of steel, Mike Howard first came to our attention in August 1995 when he performed the highest altitude trapeze act – a stunt performed not in a circus tent but on bars suspended from a hot air balloon flying between 6,000 and 6,200 m (19,600 and 20,300 ft) above the county of Somerset in the UK! Clearly Mike was made of some pretty stern stuff and was definitely someone for whom the sky really was the limit. And so he proved again on two subsequent occasions during the noughties, firstly when he and Steve Davis (USA) claimed the record for the highest altitude reached by helium-filled party balloons on 4 August 2001 by ascending to a height of 5,580 m (18,300 ft) above Albuquerque, New Mexico, USA. But the feat for which we all remember him best was the highest altitude skywalk he performed for our golden jubilee TV show Guinness World Records: 50 Years, 50 Records. Mike walked along a narrow beam suspended between two hot air balloons at a breath-taking 6,522 m (21,400 ft) on 1 September 2004, breaking his own record of 5,791.2 m (19,000 ft) set in 1998 over Marshall, Michigan, USA, without using a parachute. What does his wife think? She supports her husband – literally, by flying one of the balloons he dangles from!

Il tempo più lungo con il respiro trattenuto

Questo particolare tipo di record, inaugurato dall’americano Robert Foster il 15 marzo 1959, fu stabilito la prima volta con il tempo di 13 minuti e 42,5 secondi alla profondità di 3,05 m in una piscina. Foster si era preparato all’impresa praticando un'iperventilazione con ossigeno puro per 30 minuti prima del tentativo, per accumulare nei polmoni più ossigeno che attraverso la normale respirazione. Il record è rimasto imbattuto per quasi mezzo secolo, mentre i più valenti apneisti dimostravano le proprie capacità respiratorie nelle gare organizzate dall’AIDA, l’associazione internazionale per lo sviluppo delle immersioni in apnea, organismo ufficiale di regolamentazione di questa disciplina. Poi, il 5 gennaio 2006, l’apneista Tom Sietas (Germania), campione con numerosi riconoscimenti AIDA al suo attivo, stabilsce un nuovo record con il tempo di 14 minuti e 12 secondi, sempre a 3,05 m di profondità, sul set del programma Lo Show dei Record a Milano. Tom ha migliorato ulteriormente il primato per quattro volte, fino all’avvento di Peter Colat (Svizzera) che il 10 febbraio 2008 conquista la scena con il tempo di 16 minuti e 32 secondi, seguito dall’illusionista americano David Blaine che riesce a trattenere il respiro per 17 minuti e 4,4 secondi sul set del programma The Oprah Winfrey Show a Chicago, Illinois, USA, il 30 aprile 2008. Dopo qualche mese rispunta Tom, che batte il record di Blaine durante il programma Live with Regis and Kelly per poi migliorarlo ulteriormente portandolo a 17 minuti e 33 secondi sul set di Guinness World Records a Madrid, Spagna, il 30 dicembre 2008. Al momento della stampa dell'edizione 2010 di Guinness World Records il record di Tom è stato nuovamente superato, questa volta dall’italiano Nicolangelo Putignano sul set del programma Lo Show dei Record a Milano, Italia, il 19 aprile 2009, con un tempo sbalorditivo: 19 minuti e 2 secondi. Siamo certi che la rivincita del talentuoso Tom Sietas non si farà attendere!

Il più veloce giro del mondo in bicicletta

Mark “Monty” Beaumont (UK) era un ragazzino amante dello sport (soprattutto bicicletta e sci) con il gusto dell’avventura quando, a 12 anni, percorse pedalando 233 km da Dundee a Oban, in Scozia, per raccogliere fondi per beneficenza. A 15 anni attraversò in bicicletta tutto il Regno Unito, da Lands End a John O’Groats, percorrendo 1670 km. L’aver conseguito la laurea in economia non ha smorzato il suo spirito avventuroso e, quando Monty viene a sapere che Steven Strange (UK) ha compiuto un giro del mondo in bicicletta in 276 giorni, 19 ore e 15 minuti dal 9 maggio 2004 al 13 febbraio 2005, decide di sfidare questo primato. Dedica un anno per pianificare il tentativo, concludendo contratti di sponsorizzazione e con i media, incluso uno con la BBC per documentare il suo viaggio in un programma televisivo intitolato The Man who Cycled the World. Su un percorso con partenza e arrivo a Parigi, Francia, attraverso Europa, Pakistan, Malaysia, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, Beaumont ha affrontato sulla sua fedele bicicletta Konga Miyata malattie, avversità e addirittura uno scontro con un'automobile, completando un viaggio di 29.445,81 km dal 5 agosto 2007 al 15 febbraio 2008 in 194 giorni e 17 ore. Ma non è finita: altre sfide e nuove serie televisive già programmate si aggiungeranno presto alla scia di record inaugurata da Monty.

Il primo giro del mondo in solitario in mongolfiera

Nel primo decennio del 2000 purtroppo è mancato uno dei più grandi esploratori e dei primatisti più prolifici di Guinness World Records™: Steve Fossett (USA), scomparso in un incidente aereo il 3 settembre 2007. Nato in California nel 1944, Steve aveva fatto fortuna operando nel settore dei servizi finanziari. Era anche un provetto velista, aeronauta e sportivo di resistenza che amava cimentarsi in prove estreme. È entrato nella nostra Top 100 per aver completato il primo giro del mondo in solitario in mongolfiera (dal 19 giugno al 2 luglio 2002), ma dal 2000 aveva stabilito molti altri record mondiali Guinness, tra cui: il più veloce giro del mondo in solitario in mongolfiera (13 giorni, 8 ore e 33 minuti a bordo di Bud Light Spirit of Freedom dal 19 giugno al 2 luglio 2002); il volo più lungo in solitario in mongolfiera (14 giorni, 19 ore e 50 minuti dal 19 giugno al 4 luglio 2002); la più veloce traversata a vela dell'Oceano Indiano (9 giorni, 20 ore e 29 minuti dal 25 febbraio al 6 marzo 2004); il record di velocità con un dirigibile (112 km/h, registrato dalla Federation Aeronautique Internationale il 27 ottobre 2004); il primo giro del mondo in solitario con un velivolo senza rifornimento (67 ore e 1 minuto dal 1° al 3 marzo 2005 a bordo del Virgin Atlantic GlobalFlyer); il più lungo volo senza scalo (42.469,4 km a bordo di Virgin Atlantic GlobalFlyer) e infine il record assoluto di altitudine con un aliante (15.460 m, nei cieli dell'Argentina, il 29 agosto 2006). È una grave perdita, ma i suoi primati continueranno a vivere.

La cima più mortale per gli scalatori

L'alpinista britannico George Mallory rispose una volta alla domanda: «Perché si scala il Monte Everest?» con tre parole che da allora sono diventate uno slogan per gli alpinisti: «Perché è là». Mallory morì nel 1924 mentre tentava di conquistare la vetta più alta del mondo, che non è però la cima più letale: il titolo spetta agli 8091 m dell'Annapurna I, in Nepal, dove hanno perso la vita 53 persone sulle 130 che ne hanno tentato la scalata. Anche se le pendici francesi del Monte Bianco hanno provocato un numero assoluto di vittime molto più alto, il rapporto tra incidenti mortali e ascensioni è inferiore, dato il numero decisamente più alto di alpinisti che scalano il Monte Bianco. Annapurna I è stata la prima montagna oltre gli 8000 m raggiunta da Maurice Herzog e Louis Lachenal (entrambi Francia) il 3 giugno 1950, quasi esattamente tre anni prima che Edmund Hillary (Nuova Zelanda) e Tenzing Norgay (Nepal) raggiungessero la vetta dell'Everest il 29 maggio 1953. Annapurna I è la cima più alta del massiccio dell'Annapurna; prende nome dalla dea indù della fertilità e delle messi e fa parte dell'Annapurna Conservation Area Project (ACAP), istituito dal King Mahendra Trust for Nature Conservation nel 1986.

La scalata più veloce di Everest e K2

L'alpinista italiano Karl Unterkircher è stato il primo a raggiungere le due cime più alte del mondo, quelle dell'Everest e del K2, nella stessa stagione e senza l'ausilio di ossigeno supplementare, completando l'impresa dal 24 maggio al 26 luglio 2006 nel tempo record di 63 giorni. Considerato dalla comunità degli scalatori la stella in più rapida ascesa nel firmamento dell'alpinismo, è scomparso tragicamente il 15 luglio 2008 cadendo in un crepaccio mentre tentava di aprire una nuova via per la vetta del Nanga Parbat in Pakistan, la nona cima più alta del pianeta. Nell'ultimo messaggio del blog della spedizione tenuto da Unterkircher e postato due giorni prima della caduta fatale si legge: «I flussi di ghiaccio sono la cosa che mi spaventa di più. Sono dappertutto su questa montagna e senza dubbio hanno spaventato la gente della valle per secoli, suscitando in loro un grande rispetto per la montagna. Da sotto l'ascesa sembra ardua, molto ardua, e questa sensazione mi lascia perplesso e mi rende scettico sulla riuscita dell'intera spedizione. È una missione pericolosa! Probabilmente attaccheremo la montagna come soldati in guerra, ma al posto delle armi useremo ramponi e piccozze. Dovremo essere estremamente prudenti, prestare la massima attenzione, scegliere la linea meno pericolosa».

La prima spedizione a piedi al Polo Sud dell'inaccessibilità

I poli dell'inaccessibilità, cioè i punti più distanti dalle terre emerse al Polo Nord e al Polo Sud, sono per definizione luoghi difficili da raggiungere e proprio per questo, nel pianificare una spedizione al Polo Sud dell'inaccessibilità, i britannici Henry Cookson, Rupert Longsdon e Rory Sweet chiesero all'esperto esploratore polare canadese Paul Landry di unirsi a loro nel Team N2i. Molti esploratori affrontano ambienti estremi per puro amore della sfida e della conquista, ma Landry ne ha ricavato una vera carriera professionale, prima come insegnante di tecniche di sopravvivenza sul campo e poi completando quattro spedizioni a ciascun polo e altre tre attraverso la calotta di ghiaccio della Groenlandia. In effetti con queste otto spedizioni polari ha conquistato il record per il maggior numero di spedizioni ai poli di un individuo. Durante il viaggio a piedi al Polo Sud dell'inaccessibilità, Landry ha messo a frutto la sua passione per il kitesurfing utilizzando aquiloni per il traino delle slitte: grazie a questa tecnica la squadra è riuscita a percorrere i 1700 km che la separavano dal polo in soli 49 giorni, stabilendo un record da Guinness il 19 gennaio 2007. È curioso che al loro arrivo in questo luogo remoto gli esploratori siano stati accolti da un busto di Vladimir Lenin, lasciato sul posto nel 1958 da una spedizione motorizzata proveniente dall'Unione Sovietica.

Il più giovane autore di una traversata oceanica a remi in solitario

Oliver Hicks (UK, n. 3 dicembre 1981) desiderava attraversare a remi l'Atlantico fin da quando aveva 14 anni; poco meno di 10 anni più tardi e dopo svariate sfide di resistenza tra cui la gara di canoa Yukon, una difficilissima prova di 700 km, Oliver (“Olly”) si è sentito pronto ad affrontare l'impresa. Partito da Atlantic Highlands, New Jersey, USA, il 27 maggio 2005 all'età di 23 anni e 175 giorni, Olly dovette affrontare condizioni atmosferiche avverse già a nord di New York, che gli impedirono di avanzare obbligandolo a dare fondo alle scorte. Se non avesse avuto la fortuna di incrociare la rotta della fregata della marina britannica Cumberland, sarebbe stato costretto ad abbandonare il tentativo alla fine di agosto, per mancanza di viveri. Invece, nel rispetto delle norme della Ocean Rowing Society, durante questo incontro fortuito Olly ha potuto rifornirsi e continuare a remare da solo fino a raggiungere St Mary’s nelle isole Scilly (UK), il 28 settembre 2005, conquistando così diversi record: prima persona ad attraversare a remi l'Atlantico da ovest a est in solitario e da terra a terra; il più giovane ad attraversare a remi l'Atlantico da ovest a est e il più giovane ad attraversare a remi un oceano in solitario. Di recente Olly ha cercato di completare il giro dell'Antartide a remi in solitario, ma le pessime condizioni atmosferiche lo hanno costretto a interrompere il tentativo il 29 aprile 2009. Siamo certi però che in futuro non gli mancheranno le occasioni per stabilire nuovi record a colpi di remi!