Il pianeta vivente

L'albero vivente più alto

All'ingresso nel nuovo millennio, l'albero più alto era il Mendocino Tree, una sequoia della California di 112 m alla prima misurazione nel settembre 1998. Badate cha ha avuto tutto il tempo per crescere: circa 1000 anni, secondo gli esperti. Ha perso però il suo prestigioso titolo nel luglio 2004, a favore di un altro albero soprannominato Stratosphere Giant, “Gigante stratosferico”. Con una probabile età di 1600 anni, si alza di 112,7 m nella Rockefeller Forest dell'Humboldt Redwoods State Park, California, e ha un impressionante diametro di 5,18 m. Nel settembre 2006 anche il Gigante ha perso il record, passato a Hyperion, un'altra sequoia del Redwood National Park, California. La collocazione precisa di questo albero grattacielo non è stata resa pubblica, per il giustificato timore che frotte di turisti possano danneggiare l'ecosistema locale. Scoperto da Chris Atkins e Michael Taylor (USA), Hyperion attualmente vanta un'altezza di 115,5 m, due volte e mezza quella della Statua della libertà di New York. E i ricercatori dicono che sarebbe ancora più alto se non fosse per i danni alla cima causati dai picchi…

L'iceberg più grande

Per un record di tale portata, il nome dell'iceberg è piuttosto anonimo: B15-A. Alla sua massima estensione misurava approssimativamente 120 x 20 km, con un'area di circa 2500 km2. È la più grande sezione rimasta dell'iceberg B15, staccatosi dalla piattaforma glaciale di Ross nel marzo 2000. La sua massa originaria lo metteva nello stesso ordine di grandezza del Lussemburgo e con acqua sufficiente a sommergere il Texas con uno strato di 1,4 m. Dopo essersi spezzato, però, B15-A ha preso una strada problematica, bloccando lo stretto di McMurdo e impedendo ai pinguini di raggiungere l'acqua per nutrirsi, con effetti devastanti sulla popolazione locale di questa specie. Le collisioni con altri blocchi di ghiaccio ne hanno via via ridotto le dimensioni e attualmente dovrebbe avere un'area di circa 1700 km2.

L'anno più caldo registrato

I dati sulle temperature globali si raccolgono dal 1880 circa e, prima del 2005, l'anno più caldo era stato il 1998. (In effetti a un certo punto gli anni Novanta avevano stabilito il record per il decennio più caldo, con i sei anni più caldi compresi in quei dieci.) Scienziati dell'ufficio meteorologico britannico hanno calcolato che la temperatura media globale del 1998 è stata di 0,57 ºC superiore alla media globale per il periodo tra il 1961 e il 1990. Solo sette anni dopo, però, il record era battuto. Un rapporto della NASA del gennaio 2006 segnalava che il 2005 era stato l'anno più caldo conosciuto, con una temperatura media di 14,76 ºC, e che il 2002, 2003 e 2004 erano rispettivamente il terzo, quarto e quinto anno più caldo. A conferma della tendenza generale verso il riscaldamento, il 2007 è poi diventato il secondo anno più caldo registrato e il primo anno in cui le osservazioni da satellite hanno mostrato il Passaggio di Nord Ovest, la rotta marina che attraversa la parte settentrionale del continente nordamericano, sgombro dai ghiacci. Ciò detto, il 2008 si è rivelato l'anno più freddo del nuovo secolo, grazie al raffreddamento portato nell'Oceano Pacifico da La Niña.

Il terremoto più lungo

Il giorno di Santo Stefano del 2004 è stato un giorno memorabile per le ragioni sbagliate per migliaia di abitanti e turisti delle isole Andamane-Sumatra, l'idilliaca regione dell'Oceano Indiano colpita dal più lungo terremoto mai registrato. Sui sismografi di varie parti del mondo la scossa durò tra 500 e 600 secondi, un tempo interminabile per un terremoto, con picchi di 9,1-9,3 sulla scala Richter e un conseguente devastante tsunami che si abbatté sulle coste dell'Indonesia. Il tragico evento ha avuto effetti superlativi sotto diversi aspetti. Una stima di Roger Bilham, professore di geologia all'università del Colorado, mette l'energia liberata durante il terremoto allo stesso livello di una bomba da 100 gigaton. La scossa apri una spaccatura senza precedenti sul fondo marino, lunga circa 1300 km. E l'intero pianeta la avvertì. “Globalmente questo terremoto era tanto potente da far vibrare l'intero pianeta di un centimetro” ha dichiarato Charles Ammon, professore associato di scienze geologiche alla Penn State University. “Abbiamo rilevato movimento ovunque ci fosse uno strumento in grado di rilevarlo .”

Il calamaro colossale più pesante

Fino al 2007, l'esemplare più pesante conosciuto di calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni) era uno di 150 kg, lungo 5 m, pescato nel Mare di Ross, in Antartide, nel marzo 2003. I suoi occhi erano grandi come piatti e non del genere che avreste voluto guardare da vicino quando il cefalopode era vivo, essendo un aggressivo predatore con uncini affilati come rasoi sui tentacoli. A febbraio 2007, però, ne è stato trovato un altro esemplare grande tre volte tanto, da pescatori ancora una volta nel Mare di Ross. L'enorme mollusco è stato portato in superficie dai pescatori insieme a un dentice di cui si stava nutrendo. Dopo essere stato trasferito in Nuova Zelanda per essere esaminato, i suoi dati sono stati ufficialmente resi noti il 22 febbraio 2007: si tratta di un maschio adulto di calamaro colossale pesante circa 450 kg e lungo 10 m. Ma la storia non è finita. I ricercatori hanno scoperto che il becco di questo esemplare era più piccolo di altri trovati nello stomaco di capodogli, che si nutrono di questa specie. Ciò significa che nelle profondità abissali potrebbero vivere calamari ancora più grossi? Steve O’Shea, biologo marino alla Auckland University of Technology, non ha dubbi: “Possono crescere fino a diventare considerevolmente più grandi”.

Il cane vivente più alto

Alla fine del millennio il titolo di cane più alto spettava a un alano di nome Harvey. Con una misura di 105,4 cm, doveva essere lui a portare a passeggio il padrone, Charles Dodman (UK), più che il contrario... Gli alani sono sicuramente una razza di grandi dimensioni, ma Harvey aveva qualcosa di speciale e ai suoi tempi è stato anche il più lungo cane vivente, con una misura di 231,14 cm dal naso alla punta della coda. Anche il suo appetito era impressionante: poteva tranquillamente mangiare 3,6 kg di cibo al giorno. Ah, e per dormire aveva un letto a due piazze. Il suo erede come più alto cane vivente è un altro alano, con l'altisonante nome riportato sul pedigree di Milleniums’ Rockydane Gibson Meistersinger, ma non si offende se lo si chiama semplicemente “Gibson”. Con un'altezza di 107 cm, Gibson è ufficialmente il cane vivente più alto del mondo da agosto 2004, ed è anche il cane più alto mai registrato. Autentica celebrità canina, Gibson è apparso alla televisione con Oprah Winfrey, Jay Leno, Ellen DeGeneres e pure Paris Hilton, ma quello che rende più fiera la sua padrona, Sandy Hall (USA), è l'impiego come “therapy dog”, per dare sostegno ai malati negli ospedali.

Il phylum animale più nuovo

Nel 1949, un gruppo di animali simili a piccoli vermi piatti fu ripescato nel Mar Baltico e sottoposto a un processo di indagini scientifiche che avrebbe portato a un nuovo record oltre cinquant'anni più tardi. Gli organismi ritrovati non erano in sé particolarmente notevoli: simili a vermi, lunghi circa 4 cm, non avevano cervello, né sistema escretore e neppure una faccia. Dopo la loro scoperta, gli animali furono collocati nel genere Xenoturbella, in mancanza di una precisa classificazione. Negli anni Novanta, nuovi studi suggerirono che si trattasse semplicemente di una strana forma di molluschi. La loro collocazione tassonomica restava comunque incerta e, malgrado diversi studi scientifici, il genere Xenoturbella continuava a rimanere piuttosto misterioso. Ulteriori ricerche nel XXI secolo hanno stabilito che le due specie individuate, X. bocki e X. westbladi, erano notevolmente diverse da qualsiasi altra specie animale conosciuta, al punto da meritare un proprio phylum (uno dei gruppi tassonomici gerarchicamente più in alto). Al completamento degli studi, nel novembre 2006, veniva annunciato il nome del phylum più nuovo del mondo: Xenoturbellida.

I danni più gravi causati da un ciclone

Verso la fine del secolo il ciclone più grave nella memoria di molte persone era l'uragano Andrew, che aveva colpito Homestead, Florida, USA, dal 23 al 26 agosto 1992. Si calcola avesse provocato 65 morti e danni per 15,5 miliardi di dollari, in termini di beni assicurati. Dopo una tale devastante distruzione, che interessò anche le Bahamas e la Louisiana, il nome Andrew fu ritirato nel 1993 dall'elenco dei possibili nomi di un uragano atlantico. L'uragano Andrew mantenne il suo triste primato fino al 29 agosto 2005, quando si scatenò Katrina, il primo uragano di categoria 5 della stagione. Sesto uragano atlantico di tutti i tempi per potenza, Katrina emerse sopra le Bahamas il 23 agosto 2005 prima di muovere verso la Florida e diventare di categoria 1. Rafforzatosi nel Golfo del Messico, l'uragano colpì la Louisiana e altri stati meridionali causando enormi devastazioni (più dell'80% di New Orleans fu allagato per il cedimento degli argini). Più di 1800 persone persero la vita, un bilancio che non si registrava dall'uragano di Okeechobee del 1928. Il gruppo assicurativo Swiss Re valutò in 45 miliardi di dollari l'entità dei danni provocati da Katrina. Come nel caso di Andrew, la gravità del disastro impose il ritiro di Katrina dai nomi di uragani futuri il 6 aprile 2006, su richiesta del governo degli Stati Uniti.

Il rettile più minacciato

Esiste un detentore di record più solitario in tutto il mondo di Guinness World Records™? Lonesome George, una tartaruga gigante dell'isola di Abingdon (Geochelone elephantopus abingdoni) che originariamente viveva sull'isola Pinta, nelle Galapagos, è l'unico sopravvissuto della sua sottospecie, il che lo rende il rettile più raro del mondo. Tentativi di fare accoppiare George con tartarughe di isole vicine non hanno avuto successo e, dopo che la vegetazione di Pinta era stata drasticamente ridotta dalle capre introdotte nella regione, George è stato spostato alla stazione di ricerca Charles Darwin sull'isola di Santa Cruz. Recentemente si era sperato in un lieto fine dopo che, nel luglio 2008, gli scienziati avevano scoperto che George si era accoppiato con due femmine che avevano deposto 13 uova. Purtroppo le uova, messe in incubatrice, non si sono rivelate fertili. Con un'età fra 60 e 90 anni, George comincia a essere piuttosto anziano e, a meno che non si trovi una compagna adatta (la stazione di ricerca Charles Darwin ha offerto una ricompensa di 10.000 dollari a chiunque possa offrire una partner compatibile) o che non si ricorra a tecniche di clonazione per ottenere future generazioni di George, la sua sottospecie morirà con lui. In effetti, anche se George è ancora vivo, tecnicamente, allo stato attuale della situazione, la sua sottospecie è già estinta.

La zucca più pesante

All'inizio del decennio la zucca più pesante del mondo era quella di 513 kg coltivata da Gerry Checkon (USA). Gerry e Larry Checkon l'avevano soprannominata “Moony” per come la notte brillava nell'orto sotto la luce della Luna. Nel 2001, tuttavia, il record fu battuto, e per due volte. Ken e Rosemary Holden (Australia) produssero una zucca di 286 kg all'inizio del 2001, ma nell'ottobre dello stesso anno Geneva Emmons (USA) lo superò con un esemplare di 572,4 kg. Il record di Geneva resistette per un anno meno un giorno: il 5 ottobre 2002, Charles Houghton (USA) presentava alla fiera di Topsfield, Massachusetts, USA, una zucca colossale da 606,7 kg. Circa due anni più tardi, Allan Eaton e Joanne Robbins (Canada) conquistarono il titolo con una zucca di 655,9 kg alla Pumpkinfest di Port Elgin, Ontario, Canada. Ma quanto può crescere un ortaggio? Larry Checkon evidentemente era convinto che si potesse ancora migliorare, se il 1º ottobre 2005 arrivava a stabilire un nuovo record mondiale con 666,32 kg… che resiste fino al 7 ottobre 2006, quando Ron Wallace (USA) si presenta con una prodigiosa zucca di 681,3 kg al Southern New England Giant Pumpkin Growers Weigh-off di Warren, Rhode Island, USA. L'attuale record mondiale è di 766,12 kg, per una zucca coltivata da Joseph Jutras (USA) e pesata il 29 settembre 2007. Ormai è stato abbondantemente superato il muro dei 700 kg e sicuramente non siamo arrivati alla fine…